Anestesia dentista: effetti collaterali e rischi

Scritto da

Anestesia dentista effetti collateraliGli effetti collaterali dell’anestesia dal dentista (locale o totale) sono molto rari, così come i rischi derivanti dal suo impiego nella terapia odontoiatrica. In certi casi, gli anestetici locali possono provocare una reazione allergica: per questo motivo, nel caso di pazienti a rischio allergie il dentista richiede i test allergometrici. Se il risultato è positivo, esegue una profilassi farmacologica anti-allergica seguendo un rigido protocollo operativo, in modo da evitare qualsiasi pericolo.

Anestesia dentista: effetti collaterali

Sia nella sedazione profonda per via endovenosa che nell'anestesia generale i rischi legati all’uso di anestetici sono molto ridotti, perché in caso di effetti collaterali l'anestesista presente durante l’intervento può somministrare rapidamente i farmaci necessari, grazie all’ago già posizionato in vena.

L’odontoiatra valuta il rischio anestesiologico secondo la classificazione ASA, redatta dall’ American Society of Anesthesiologists. I pazienti in classe 1 o 2, che sono quindi sani o hanno malattie sistemiche lievi, possono essere operati in anestesia locale o sedazione cosciente nello studio dentistico oppure in sedazione profonda in un ambulatorio chirurgico. I pazienti in classe 3, affetti da una malattia sistemica severa ma non invalidante, e in genere i pazienti in età pediatrica (sotto i 12 anni) vanno invece operati in anestesia locale in studio oppure in anestesia generale all’interno di una clinica privata.

Gli effetti indesiderati dell’anestesia totale o della sedazione profonda per via endovenosa dipendono dai farmaci utilizzati:

  • Benzodiazepine (tipo Midazolam): questi tranquillanti possono provocare una depressione respiratoria. Tale effetto collaterale può essere risolto rapidamente con il Flumazenil, un farmaco in grado di neutralizzare gli effetti sedativi centrali indotti dalle benzodiazepine.
  • Sostanze morfino-simili (tipo Fentanyl): anche questi analgesici possono causare un’insufficienza respiratoria, curabile con il Naloxone, un farmaco comunemente usato come antidoto in caso di sovradosaggio da oppioidi.
  • Propofol: questo medicinale anestetico è impiegato per indurre e mantenere l'anestesia totale negli adulti e nei bambini, e talvolta può ridurre la pressione arteriosa. Anche in questo caso, l’anestesista può risolvere in breve tempo gli eventuali effetti collaterali iniettando l’antidoto adatto.

Sedazione profonda e anestesia generale: quali rischi?

La sedazione profonda per via endovenosa e l’anestesia generale sono utilizzate nel trattamento di pazienti odontofobici che non vogliono vedere e ricordare nulla dell’intervento o con esigenze particolari (special needs): pazienti affetti da disabilità fisiche e psichiche o patologie gravi.  Entrambe consentono di eseguire terapie odontoiatriche anche complesse senza alcun rischio per il paziente.

Nella sedazione profonda la persona può respirare normalmente ma è addormentata e non ricorderà nulla dell’intervento.  Nell'anestesia generale invece il dentista esegue l'intubazione rinotracheale per la respirazione assistita: anche in questo caso il paziente dorme, ma non risponde a sollecitazioni fisiche o verbali. I pazienti sottoposti ad anestesia totale possono scegliere tra diversi regimi di ricovero, a seconda del tipo di operazione e delle loro esigenze: Day Hospital, Day Surgery o degenza ordinaria con pernotto in clinica.

Durante e dopo questo tipo di trattamenti il personale medico e l’anestesista monitorano costantemente le funzionalità vitali del paziente (pressione arteriosa, frequenza cardiaca e saturazione di ossigeno nel sangue) e intervengono in caso di qualunque tipo di complicanza.

Vuoi curare i tuoi denti in totale sicurezza? Leggi anche l’articolo “Anestesia dentista: durata e tipologie” oppure contattaci per maggiori informazioni!