L’estrazione di denti in gravidanza

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Estrazione denti in gravidanzaL’estrazione di denti in gravidanza dev’essere eseguita solo nel caso di estrazioni semplici urgenti che non possono essere rinviate al periodo successivo al parto. È preferibile eseguire gli interventi di chirurgia estrattiva nel secondo trimestre di gravidanza, in cui il feto è relativamente sviluppato e le richieste funzionali sono ridotte.

 

Ecco le linee guida da osservare:

  1. Evitare l’uso di esami radiografici che possono causare malformazioni nel feto;
  2. Utilizzare l’anestesia locale o la sedazione cosciente per via endovenosa evitando l’impiego di vasocostrittori associati agli anestetici, per scongiurare il rischio di aborto o parto prematuro. Nel caso di anemia in gravidanza è preferibile evitare l'uso di prilocaina, un anestetico che può causare una riduzione della capacità di trasporto di ossigeno del sangue (e quindi ipossia fetale) nei soggetti predisposti.
  3. Somministrare farmaci antibiotici e antinfiammatori con molta cautela. Gli antibiotici considerati sicuri in gravidanza sono le penicilline (amoxicillina), sostituibili dai macrolidi (eritromicina) in caso di allergia. Per quanto riguarda gli antinfiammatori, il farmaco di prima scelta è il paracetamolo, perché non interferisce sul tempo di sanguinamento e non provoca malformazioni all’embrione.

L'acido acetilsalicilico è invece controindicato, in quanto aumenta il rischio di emorragia e riduce le contrazioni uterine.

Le terapie dentali eseguibili in gravidanza

Seguendo le precauzioni appena descritte e valutando lo stato clinico della paziente, è possibile pianificare alcuni interventi semplici di chirurgia estrattiva, come l’asportazione di un dente cariato o di un dente del giudizio. È necessario evitare, operazioni complesse, come ad esempio l’estrazione di denti del giudizio inclusi completamente nelle ossa mascellari e nella mandibola.

Inoltre è possibile, ed è anzi consigliabile, eseguire degli interventi di igiene orale e dei controlli periodici durante tutto il periodo della gravidanza. Una maggiore attenzione alla cura e alla pulizia della bocca è infatti d’obbligo, per evitare l’insorgenza di disturbi legati all’alterazione della mucosa orale in risposta al livello elevato di estrogeni circolanti.

In particolare, le donne in gravidanza possono sviluppare gengiviti o l’epulide gravidica, un rigonfiamento delle gengive che va asportato chirurgicamente. Inoltre, le alterazioni della saliva, la nausea, il vomito, il reflusso gastroesofageo e la necessità di pasti piccoli e frequenti causata dalla compressione dello stomaco da parte dell’utero possono facilitare l’insorgenza di carie.

In generale, è preferibile eseguire interventi come estrazioni semplici, otturazioni e devitalizzazioni per controllare il dolore, prevenire le complicanze o l’aggravamento del disturbo in questione e limitare l’assunzione di farmaci pericolosi per il feto.

Estrazione denti in gravidanza con la sedazione cosciente

Nel caso di pazienti odontofobiche o con esigenze particolari in stato di gravidanza, è possibile pianificare un intervento di chirurgia estrattiva in sedazione cosciente per via endovenosa nel secondo trimestre di gravidanza, valutando preventivamente il quadro clinico della persona. Tale tecnica permette di operare mentre la paziente dorme, eliminando ogni tipo di ansia, paura e dolore prima e durante l’operazione.  Si eviteranno così le complicanze che possono derivare da situazioni stressanti o dolorose, come ad esempio l’aumento dei tassi di prostaglandine e di ossitocina, che a sua volta può causare un parto prematuro.

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