Impianti dentali: controindicazioni

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Impianti dentali controindicazioni

Le controindicazioni all’inserimento di impianti dentali si suddividono in assolute e relative.

Le controindicazioni assolute corrispondono a malattie e disturbi del paziente che impediscono categoricamente di intervenire con un certo trattamento.

Possono essere di carattere temporaneo, legate a problemi di salute passeggeri o terapie particolari, o permanenti, causate da patologie croniche o condizioni cliniche non variabili nel tempo.

Le controindicazioni relative indicano invece uno stato di salute in presenza del quale una determinata terapia è sconsigliabile, a meno che non si verifichino altre circostanze che la rendono indispensabile.

Vediamo quali sono i principali fattori di rischio e le controindicazioni dell’implantologia dentale.

Impianti dentali: controindicazioni assolute

Esistono pochissime controindicazioni assolute all’inserimento degli impianti dentali, e sono legate principalmente alla presenza di malattie sistemiche:

  • Immunodeficienze: l’abbassamento della risposta immunitaria espone il paziente a un maggiore rischio di infezione;
  • Cirrosi epatica;
  • Pazienti che hanno avuto un infarto nei 6 mesi precedenti;
  • Diabete scarsamente controllato;
  • Insufficienza renale;
  • Pazienti con gravi malattie neurologiche (ictus, morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer);
  • Persone che si sono sottoposte a chemioterapia o radioterapia nei tre mesi precedenti;
  • Soggetti minorenni: è sconsigliato inserire gli impianti dentali nei ragazzi minori di 18-20 anni, poiché è necessario attendere il completamento dello sviluppo delle ossa mascellari e della mandibola.

Impianti dentali: controindicazioni relative

Tra le controindicazioni relative all’inserimento di impianti dentali, troviamo:

  • Pazienti fumatori: il fuma raddoppia il rischio di fallimento implantare;
  • Malattie parodontali;
  • Scarsa quantità e qualità dell'osso mascellare;
  • Assunzione di bifosfonati per via endovenosa.

Al fine di valutare la qualità dell'osso è necessario eseguire un'indagine radiografica tridimensionale, e in caso di ridotto supporto osseo utilizzare una delle strategie terapeutiche indicate, come ad esempio la tecnica all-on-four con impianti standard posizionati obliquamente o la rigenerazione ossea guidata.

Una condizione particolare è rappresentata dall'assunzione di farmaci bifosfonati e di anticorpi monoclonali umani (denosumab), solitamente utilizzati nella terapia dell'osteoporosi e delle metastasi ossee in caso di tumore.  Il rischio di necrosi delle ossa mascellari in caso di interventi implantari su pazienti che fanno uso di queste medicine dipende tuttavia da una serie di fattori: tipo di farmaco, dosaggio, frequenza, durata e modalità di somministrazione (orale, intramuscolare o endovenosa).

Al fine di ridurre tale rischio, in caso di intervento implantare il paziente dovrà sospendere l’assunzione delle medicine, fare un dosaggio ematico del CTX (un marcatore che serve a evidenziare il processo di formazione e riassorbimento dell'osso) e seguire un rigoroso protocollo di profilassi farmacologica.

Implantologia dentale in anestesia totale

Nei casi clinici più critici la sedazione profonda per via endovenosa e l'anestesia generale permettono di posizionare gli impianti dentali in modo efficace, riducendo il rischio di fallimento implantare.

Questa tecnica permette di trattare i pazienti con esigenze speciali, come i soggetti odontofobici o le persone affette da iperreflessia o gravi malattie neurologiche, inserendo impianti dentali singoli o multipli. Durante la terapia, il paziente è addormentato e non è in grado di vedere o sentire nulla, e al suo risveglio potrà ritrovare un sorriso sano e dei denti nuovi.

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