Impianti zigomatici

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Se hai bisogno di uno o più impianti dentali, ma hai insufficiente massa ossea nella mascella, potresti pensare di rinunciare agli impianti. Oggi, grazie ai progressi tecnologici dell’odontoiatria moderna, puoi risolvere il tuo problema con gli impianti zigomatici.

Che cosa sono gli impianti dentali zigomatici? Procediamo con ordine.

Quando perdi uno o più denti, la soluzione ottimale sono gli impianti dentali: sostituiscono perfettamente i denti naturali. Una delle condizioni favorevoli all’inserimento degli impianti è un volume osseo sufficiente nella mascella. Soltanto con questa condizione possiamo riabilitare l’arcata dentale superiore e permettere così al paziente di tornare a masticare e sorridere come un tempo.

In alcuni casi ho scoperto un’arcata dentaria superiore completamente priva di denti, in altri ho dovuto renderla edentula, estraendo i denti residui, ma mi sono accorto che i pazienti avevano una grave atrofia ossea: scarsa quantità e qualità delle ossa della mascella.

Nell’arcata dentale superiore, infatti, di norma l’osso è più morbido rispetto all’arcata inferiore. Inoltre presenta delle cavità vuote contenenti aria (sono le fosse nasali e i seni mascellari).

Se il paziente mostra atrofia ossea in senso verticale, specialmente nei settori posteriori, diventa impossibile inserire gli impianti dentali, perché sarebbero inseriti nel vuoto.

Quali soluzioni adottare in simili casi?

Le soluzioni per gli impianti dentali nei casi di atrofia ossea

In odontoiatria possiamo ricorrere a una serie di strategie terapeutiche:

  • Impianti dentali più corti e più larghi nei settori posteriori (chiamati short implants).
  • Tecnica “all on 4” o “all on 6”: si tratta di 2 o 4 impianti dentali dritti nei settori anteriori e 2 impianti obliqui tra i 2 seni mascellari, con l’applicazione di una protesi fissa a carico immediato (toronto bridge).
  • Innesti ossei nei settori posteriori (grande rialzo del pavimento del seno mascellare): con un contestuale inserimento di impianti dentali, ma applicando una protesi mobile provvisoria (dentiera) per almeno 8 mesi, prima di applicare una protesi fissa definitiva. Il paziente potrebbe non accettare facilmente la dentiera per un lungo periodo di tempo.

Gli impianti zigomatici: un’alternativa da considerare

Normalmente gli impianti dentali sono inseriti nell’osso mascellare, ma se la mascella è interessata da atrofia ossea, questo non è possibile. Quindi, per riabilitare le mascelle atrofiche si possono inserire impianti dentali nell’osso zigomatico. Sono impianti molto lunghi, che vengono posizionati negli zigomi, arrivando al confine del pavimento dell’orbita oculare.

Qual è la differenza con i comuni impianti dentali? Gli impianti standard sono lunghi dagli 8 ai 20 mm, mentre gli impianti dentali zigomatici variano dai 30 mm fino a superare i 5 centimetri (52,5 mm).

Il posizionamento degli impianti zigomatici

La tecnica si chiama quad zygoma e con 4 impianti zigomatici si può applicare una protesi fissa a carico immediato in 24 ore: si evita in questo modo sia il “grande rialzo del pavimento del seno mascellare” bilaterale sia la dentiera provvisoria per quasi un anno prima di ricevere la protesi fissa.

Come avviene l’intervento?

Diciamo innanzitutto che gli impianti zigomatici sono interventi eseguiti da un chirurgo orale esperto o da un chirurgo maxillo-facciale. È un intervento odontoiatrico che avviene in anestesia generale in una sala operatoria in clinica privata e in degenza ordinaria, con il pernotto se l’intervento chirurgico è complesso.

Dopo l’intervento il chirurgo prenderà l’impronta dentale per la protesi fissa, che sarà applicata il giorno successivo.

Di recente si può ricorrere anche alla cosiddetta chirurgia computer guidata per gli impianti zigomatici, con una precisione e una sicurezza maggiori dell’intervento chirurgico e un trauma minore per i tessuti molli, che non saranno incisi dal bisturi (tecnica flapless).

Gli impianti zigomatici rappresentano dunque un’alternativa efficace alle complesse operazioni di innesto osseo, riducendo così anche i tempi di intervento, poiché il paziente dovrà sottoporsi a un unico intervento.