Estrazione denti: cosa mangiare dopo l’intervento

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Estrazione denti cosa mangiare dopo interventoDopo un intervento chirurgico per l’avulsione di uno più denti, bisogna seguire alcuni accorgimenti per scongiurare il rischio di sanguinamento e infezioni. Iniziamo da una domanda che mi sento porre spesso dai pazienti: “Cosa mangiare dopo l’estrazione di uno o più denti?”. Una corretta alimentazione, se unita a una scrupolosa igiene orale, contribuisce sicuramente ad una guarigione più rapida e previene molte complicanze post-chirurgiche.

Estrazione denti: cosa mangiare dopo l’intervento

Dopo l’operazione, il paziente dovrà seguire una dieta leggera ma nutriente, per permettere l’assunzione dei farmaci ma anche per recuperare le energie, soprattutto nel caso di interventi in sedazione cosciente per via endovenosa o in anestesia generale, che richiedono il digiuno nelle 6 ore precedenti.

La dieta dev’essere prevalentemente liquida o semisolida, e deve basarsi su alimenti freddi o a temperatura ambiente, come ad esempio: gelato, yogurt, formaggio molle, purè, passato di verdura, carne macinata, pesce bollito, budino, frullato, succo o mousse di frutta. Almeno per una settimana bisogna evitare i cibi salati, speziati o piccanti e soprattutto le croste di pane, che potrebbero graffiare la zona operata.

Vanno evitati in generale tutti i cibi duri e gommosi, i cui residui potrebbero incastrarsi nella gengiva non ancora cicatrizzata e provocare fastidiose infezioni. Nei giorni successivi all’intervento può essere utile assumere anche dei fermenti lattici e degli integratori multivitaminici per riequilibrare la flora intestinale dopo l’assunzione di antibiotici e recuperare le forze.

Igiene orale dopo l’estrazione di uno o più denti

La sera dell’intervento il paziente non dovrà spazzolare i denti né eseguire risciacqui con il collutorio, per evitare possibili emorragie. Le prime notti dopo l’intervento, è importante dormire su due cuscini e appoggiare la testa sul lato non operato. In caso di perdita di sangue abbondante, può stringere tra i denti un fazzoletto di stoffa impregnato di un antiemorragico in fiale (prescritto dal medico di base). Se l’emorragia non cessa, bisogna rivolgersi subito al dentista che ha eseguito l’estrazione o recarsi presso un pronto soccorso. Un modesto sanguinamento gengivale è del tutto normale nelle 24-48 h successive e non deve causare preoccupazioni.

A partire dalle 24 ore successive all’intervento, è possibile lavarsi i denti con uno spazzolino post-chirurgico specifico dotato di setole morbide e un dentifricio delicato per gengive sensibili. Nei giorni successivi, la zona operata va sciacquata con una siringa senza ago di soluzione fisiologica, e i punti di sutura possono essere puliti con un cotton fioc impregnato di acqua ossigenata. In aggiunta, va applicato un collutorio in spray a base di clorexidina due volte al giorno per un massimo di 7 giorni allo scopo di prevenire le infezioni. A partire dal settimo giorno, è consigliabile eseguire dei lavaggi con acqua tiepida e sale a supporto della normale igiene orale.

In genere, tutte le indicazioni sulla pulizia orale e sulla dieta da seguire dopo l’estrazione di uno o più denti vengono raccolte in un foglio di istruzioni che viene consegnato al paziente dopo l’intervento di chirurgia estrattiva, in modo che possa seguirle scrupolosamente.