I pazienti special needs in odontoiatria

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Pazienti special needsI pazienti special needs, chiamati anche pazienti con bisogni speciali, possono essere classificati in quattro categorie, in base al loro grado di collaborazione e di autonomia:

  1. Collaborativi o scarsamente collaborativi e non autonomi;
  2. Non collaborativi;
  3. Collaborativi ed autonomi;
  4. Scarsamente collaborativi ed autonomi.

Nelle prime due categorie rientrano i pazienti con disabilità di varia gravità (psichiche, motorie o sensoriali) o malattie neurologiche. La terza categoria include invece i soggetti con fragilità clinica, che presentano patologie gravi, ad esempio:

  • Stati di immunodeficienza;
  • Cardiopatie;
  • Patologie oncologiche ed ematologiche in trattamento con radioterapia o chemioterapia;
  • Emofilia o altri disturbi dell’emocoagulazione;
  • Malattie allergiche;
  • Soggetti in attesa di trapianto o post-trapianto;
  • Pazienti in terapia anti-aggregante, con bifosfonati o anticorpi monoclonali.

Nelle persone affette dalle malattie appena citate, una patologia odontoiatrica potrebbe peggiorare notevolmente le loro condizioni di salute, al punto che il mancato accesso alle cure dentali potrebbe mettere a repentaglio la loro vita.

Nella pratica clinica quotidiana esistono però altre tipologie di pazienti special needs, che richiedono un protocollo di cura particolare. Vediamo quali sono.

Pazienti con compliance ridotta

Nella terza categoria di pazienti special needs rientrano anche i soggetti con una scarsa compliance, cioè una ridotta capacità di affrontare situazioni cliniche di una certa complessità. Il grado di compliance dipende da fattori come l’età del paziente, la durata e complessità dell’intervento e la durata del piano di trattamento.

In generale, la giovane età può essere un ostacolo all’esecuzione di terapie di chirurgia orale, soprattutto se multiple. Ad esempio, una bambina può avere difficoltà a farsi rimuovere quattro premolari permanenti ai fini ortodontici, così come un paziente adolescente può provare disagio durante l’estrazione delle quattro gemme dei denti del giudizio.

Per un adulto invece, può essere difficile sottoporsi ad un grande rialzo del pavimento del seno mascellare con posizionamento contestuale di impianti dentali, o ad estrazioni dentali multiple con posizionamento di quattro impianti post-estrattivi immediati.

Questi soggetti, pur non avendo patologie o disturbi particolari, vanno trattati come pazienti special needs, perché potrebbero incontrare difficoltà durante trattamenti odontoiatrici complessi.

Pazienti scarsamente collaborativi e autonomi

La quarta categoria di pazienti special needs include soggetti con esigenze molto particolari:

  • Pazienti con fobie;
  • Bambini (soprattutto nella prima infanzia);
  • Soggetti con riflesso faringeo accentuato.

Le persone affette da fobia del dentista (odontofobia), emetofobia e altri tipi di fobie faticano a sottoporsi alle cure dentistiche, e per questo motivo spesso presentano gravi problemi dentali. Anche per i pazienti affetti da iperreflessia le terapie odontoiatriche possono rappresentare un ostacolo insormontabile, a causa del riflesso faringeo che provoca conati di vomito e senso di soffocamento durante l’inserimento di qualsiasi attrezzo odontoiatrico all’interno della bocca.

Il trattamento dei pazienti special needs

In tutti questi casi, è opportuno ricorrere all’odontoiatria per i pazienti speciali, un particolare approccio clinico che mira a ridurre la durata del trattamento, aumentare il comfort durante l’intervento ed eliminare il dolore. In molti casi, è consigliabile eseguire cure dentali multiple concentrate in un solo intervento con l’ausilio di tecniche anestesiologiche quali la sedazione profonda per via endovenosa e l’anestesia generale.

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